8 aerei italiani operativi in Libia Napolitano: "Ma non siamo in guerra"
Napolitano: «Ma non siamo in guerra».
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| Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la visita milanese (Cattaneo) |
UNA PRESENZA «PARI»- La partecipazione alla missione internazionale in Libia dimostra che «l'Italia non è seconda a nessuno» e che «aldilà delle basi, l'eventuale impiego di assetti militari, come gli aerei, è la dimostrazione che vogliamo essere al pari di altri, non partner di serie B». È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini ai microfoni del TG5. Interpellato sulle critiche mosse oggi dalla Lega araba ai raid della comunità internazionale, Frattini ammette che «c'è un dibattito interno alla Lega araba, probabilmente determinato dall'accelerazione dell'intervento francese». Tuttavia, il ministro ricorda che la Lega araba «partecipa attivamente alla missione». «Ha approvato la no-fly zone e alcuni Paesi arabi, Qatar ed Emirati, hanno garantito il loro sostegno - ha aggiunto - si tratta di una preoccupazione sulla modalità, non sui fini della missione». E una precisazione sulla natura della partecipazione italiana è arrivata nel pomeriggio anche dal capo dello Stato,Giorgio Napolitano, a margine della sua visita a Milano: «Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un'azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite». E ancora: «Tutti siamo preoccupati per quello che succede in Libia dove ci sono repressioni forsennate e violente rivolte contro la stessa popolazione libica da parte del governo e del suo leader Gheddafi».
BENI LIBICI «CONGELATI» - L'Italia, si è poi appreso dall'ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante permanente presso l'Onu, in attuazione della risoluzione 1973, ha congelato beni di Gheddafi o di entità libiche per 6-7 miliardi di euro. «Per quanto riguarda gli aspetti non militari della pressione esercitata su Gheddafi - ha reso noto la Missione Permanente d'Italia all'Onu - il nostro Paese ha applicato rigorosamente le sanzioni/"asset freeze" su individui ed entità libiche; fino a questo momento sono stati infatti congelati beni per un valore di circa 6/7 miliardi di euro, cifra soggetta ad ulteriori verifiche da parte del Comitato di Sicurezza finanziaria».
IMMIGRAZIONE - Quanto all'emergenza migranti, il ministro ha chiarito in tv che Roma chiederà alla comunità internazionale «di non lasciare sola l'Italia». Una volta «messa a tacere la contraerea libica, si dovrà attuare una no fly zone per tutelare le vite dei cittadini libici. E in questo - ha specificato La Russa - siamo partecipi alla pari con gli altri Paesi. Con la stessa forza chiederemo alla comunità internazionale di non lasciare sola l'Italia nella gestione dei flussi migratori». «La risoluzione Onu - ha aggiunto - non pone il problema di cosa accadrà a Gheddafi. Peraltro quello è un aspetto che non dipende direttamente da noi, ma anche da una situazione diplomatica».
BASI ITALIANE - Cosa sta avvenendo intanto nelle basi italiane? A Trapani sono arrivati quattro aerei Eurofighter provenienti da Grosseto, che l'Aeronautica militare ha rischierato in Sicilia in vista di un possibile impiego nella missione, e tre tornado provenienti dalla base militare del sesto stormo di Ghedi, nel bresciano. L'aeroporto di Trapani Birgi, confermano all'Ansa fonti dell'Enac, entro poche ore verrà chiuso al traffico aereo civile a causa delle operazioni dell'aeronautica militare che riguardano la Libia. I voli saranno dirottati su altri aeroporti. Da Decimomannu, nel corso della giornata, potrebbero alzarsi in volo i caccia spagnoli giunti sabato in Sardegna. Il ministro della Difesa britannico Liam Fox ha detto alla Bbc che tornado e typhoon della Raf si sposteranno «presto» in una base nell'Italia meridionale. Da Sigonella sono pronti a decollare sei caccia danesi F16 arrivati sabato.
FONTE: GOOGLE NEWS






